raggiungi i quartieri con le migliori attività commerciali di Roma
TOP FIVE
>
>
>
>
>
Benvenuto a ...
>
>
>
>
>
 
 
speciale toproma.it: 101 perchè sulla storia di ROMA che non puoi non sapere
 

Questo libro, scritto da ILARIA BELTRAMME, raccoglie i 101 perché più interessanti e sorprendenti della storia di Roma, dalla fondazione fino alla cronaca dei giorni nostri, con illuminanti spiegazioni sui personaggi che più scatenano la curiosità dei lettori e degli amanti della città eterna. Tra le sue pagine si scoprirà finalmente perché Remolo non potè fare a meno di uccidere Remo, perché la chiesa di Santa Passera è la più birichina di Roma, perché esiste una "Via delle Zoccolette", perché la Suburra venne invasa dai serpenti, perché Donna Olimpia Pamphili fu soprannominata la Pimpaccia, perché Ponte Milvio è chiamato Ponte Mollo...


Ecco alcuni curiosi perchè
...

Perché Romolo doveva uccidere Remo?
Dopo il salvataggio da parte della lupa che salvò i due fratelli dalle acque del fiume e le prime ruvide cure, Romolo e Remo crescono nella capanna di due pastori alla sommità del Palatino. Sono anni ferini che terminano con una iniziazione, un rito di passaggio in piena regola: la corsa al Lupercale (la grotta sacra al dio Fauno). Il primo ad arrivare al traguardo e di conseguenza a diventare uomo è Remo, ma questo primato non l’aiuterà granchè dal momento che in preda alla ebbrezza del trionfo decide di mangiare le interiora della capra sgozzata come sacrificio a Fauno. Da quel momeno Remo si trasforma nel demone cui ha rubato l’offerta e un qualcosa di potente ma violento. Dopo la liberazione di Alba, condotta dai due gemelli, Numitore decide cha ai due fratelli spetta una città tutta loro e stabilisce che il privilegio spetta a chi dei due potrà avvistare il maggior numero di prodigi favorevoli. Così, per interpretare i segni augurali, Romolo scelse il Palatino e Remo l'Aventino. Il primo presagio, sei avvoltoi, si dice toccò a Remo mentre a Romolo ne erano apparsi il doppio quando ormai il presagio era stato annunciato. La vittoria di un soffio spetta a Romolo il quale da inizio subito al processo fondativo. Tracciato il solco e innalzata la prima cinta difensiva Remo oltrepassa i confini commettendo il suo ultimo sacrilego andando incontro alla sua morte decretata da Giove. Da quel momento in poi Romolo sarà libero di governare la neonata Roma da solo e la fine di Remo avrebbe evitato alla comunità di sottostare ai capricci di un demone portatore di caos.

Perché quando Adriano andava alle Terme tutti si grattavano?
Le Terme di Caracalla, che risalgono più o meno al 222 dopo Cristo, sono oramai poco più che la scorza del tempio del benessere che erano un tempo. Le Terme Pubbliche erano da sempre considerate a Roma il luogo del Gossip, dello sport, degli scandali. Si mescolavano tutti insieme, legionari e senatori, commercianti e imperatori, dal momento che neanche questi ultimi riuscivano a resistere a una passeggiata tra i ninfei o tra le opere d’arte che decoravano le “loro” terme, a un’oretta di pugilato e poi a un bel bagno rigeneratore. Un giorno Adriano, accompagnato dal suo seguito di servi, incontrò un legionario veterano, avanti negli anni e senza soldi, tanto da non avere nessuno che lo aiutasse a togliersi l’olio di dosso ed essere quindi costretto a strofinarsi la schiena contro una colonna. Intenerito dalle difficoltà del vecchietto che non aveva neanche i soldi per pagarsi uno schiavo, Adriano decide di regalargliene uno dei suoi e di premiarlo con una indennità per i suoi servizi sotto le armi. Il giorno successivo, all’arrivo di Adriano, una selva di furbetti si strofina contro le colonne per strappare all’imperatore una briciola della sua benevolenza. Ma Adriano non è tipo da lasciarsi fregare e ordina ai truffatori di grattarsi a vicenda!

Perché l’altro nome di Ponte Milvio è Ponte Mollo?
Ponte Milvio a Roma è qualcosa di molto caro, anzitutto perché facilitava l’attraversamento del fiume almeno dal IV secolo prima di Cristo, quando fu tirato su, molto diverso da oggi, da un edile appartenente alla gens Molvia, da cui il ponte prese il nome che ancora si porta cucito addosso. Nella storia di Roma parlano tutti di Ponte Milvio per non parlare delle innumerevoli battaglie che vi si sono combattute sopra o nelle vicinanze. Con i passare dei decenni gli usi del ponte si complicavano e i papi pensavano ad aggiungere i pezzi e migliorare all’aspetto di Ponte Milvio, che pazientemente sosteneva il peso di quanti entravano o uscivano da Roma e nel frattempo affrontava le piene del Tevere con una forza che proprio non giustificava il soprannome di “mollo”. E’ da questa abitudine al ritocco, allo smantellamento e alla ricostruzione che forse deriva la sua “mollezza”? O forse dal fatto che buona parte della sua vita l’ha trascorsa fatto di legno? O forse ancora dal fatto che il ponte doveva apparire mollo, anzi “molleggiato” a quanti dopo aver passato la notte nella vicina osteria della dogana dovevano far ritorno a casa con le gambe morbide di che ha bevuto troppo? A ognuno la spiegazione che preferisce!

Perché non si può piangere sulla ossa di Borromini?
Borromini è morto suicida dopo una vita tormentata e caratterizzata da un notevole conflitto interiore. L’architetto svizzero fu seppellito per sua stessa volontà nella chiesa di San Giovanni de’ Fiorentini accanto a Carlo Maderno, suo lontano parente. Ciò che successe nell’Ottocento alla chiesa ha quasi il sapore di uno scandalo e chiama in causa anche la forza distruttrice del Tevere e la scarsa lungimiranza degli architetti del passato che in molte occasioni sottovalutavano la forza delle piene del fiume. Non si più piangere sulle ossa di Borromini (né sul quelle di Carlo Maderno) perché non ci sono più! Sono andate perdute durante i lavori di rifacimento della pavimentazione durante il decennio 1842-1852. In quegli anni ci si rese conto che le sepolture all’interno della chiesa offrivano una forza notevole alla forza distruttrice del fiume, indebolivano i sotterranei e diventavano un deposito di melma e detriti a ogni nuova inondazione. Le ossa di Borromini andarano perdute per sempre insieme a una buona quantità di lapidi e all’ordine originario delle tombe. Oggi una lapide commemorativa e posta sotto la cupola della chiesa nel 1994, appare come una scusa tardiva e una dimostrazione di rispetto un po’ pietoso.

Perché a Gandhi piaceva la Garbatella?
Dalla Svizzera si diresse verso Roma in treno il 12 dicembre del 1931 e fu ospitato da un generale che aveva conosciuto in India. Incontro alcuni notabili del partito fascista e Benito Mussolini in persona che però gli dedicò solo pochi minuti del suo tempo, sottovalutando probabilmente il peso che questo piccolo uomo ha avuto nella storia mondiale. Fu scortato in una serie di giri turistici che lo condussero anche alla Garbatella. Chissà se Ghandi riuscì mai a percepire la “resistenza” che già allora serpeggiava fra gli abitanti di Garbatella, quando si trovò a gomiti con i moltissimi sorvessivi ed ebrei finiti qui per punizione.  Lo accolsero e lo fotografarono come un trofeo da sventolare al mondo. Come se un rione intero avesse sognato la visita di quel signore bianco che passeggiava tra i lotti dopo aver viaggiato migliaia di chilometri con la calma di una persona abituata a spostare montagne con il pensiero.

 

Cerca attività su toproma
Attività
Categoria
Quartiere
Pagina pubblicitaria?
RUBRICHE
SPECIALE toproma.it

101 perchè sulla STORIA DI ROMA che non puoi non sapere...

Arte e design su porcellana e arredamento d'interni
Serate romane


Proposte per una serata al top
.


Per nottambuli, amanti della buona cucina e del divertimento...

Clicca Qui
Su toproma.it una pagina pubblicitaria a meno di 35€ al mese!  Contattaci  direttamente per avere uno spazio gratuito in prova per 30 giorni Per avere la segnalazione gratuita della tua attività registrati nella sezione contatti
 
 
 
 
      
                     Ultimo aggiornamento: 11 September, 2009 10:33
 
Copyright © Progess S.r.l. 2007. Tutti i diritti riservati. |Privacy Policy|